Mario Soldati - La busta arancione
Questo è uno di quei libri che non mi sarebbe mai venuto in mente di leggere e che invece, inaspettatamente, mi è piaciuto tantissimo.
Inaspettata la trama.
Pubblicato per la prima volta nel 1966 e ambientato tra Torino e il lago Maggiore, La busta arancione non è solo un romanzo psicologico teso sul filo del ricordo, ma anche un affresco della storia italiana del Novecento imperniato sui cruciali eventi del 25 luglio e dell'8 settembre 1943.
Il protagonista, narratore in prima persona, è Carlo Felice piemontese e altoborghese. Carlo Felice racconta della sua giovinezza segnata dal difficile rapporto con la madre oppressiva, dal fratello Costantino e dal suo migliore amico Alessandro, omosessuale che che vive la propria omosessualità clandestinamente e interpreta le difficoltà di Carlo con le donne come un'omosessualità latente e inconfessabile.
L'intero romanzo racconta proprio il difficile rapporto del protagonista con le donne e la sua incapacità di relazionasi con loro.
Come si esprime l'amore? E' possibile amare una donna ed essere felici? Quanto una madre può influire sulla vita del proprio figlio?
Vi lascio qui queste domande senza darvi le risposte perchè se no svelerei troppo di questo di questo intrigante romanzo che vale la pena leggere fino alla fine.
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