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Isabelle Allende: Il mio nome è Emilia del Valle

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Leggere Isabel Allende per me è sempre come tornare a casa. Ogni suo romanzo è un viaggio dentro storie che profumano di magia, radici e memoria, e Il mio nome è Emilia del Valle non fa eccezione. Anzi, forse più degli altri mi ha sorpresa, soprattutto nel finale. Devo confessarlo: all’inizio ero un po’ scettica. La guerra civile cilena del 1891 non era esattamente un argomento in cima alla mia lista di priorità e temevo che il romanzo si muovesse troppo nei confini del genere storico. Ma, pagina dopo pagina, mi sono resa conto che sarebbe stato impossibile ridurlo a questo. Allende costruisce una storia che va oltre il romanzo storico e oltre la narrazione femminista: ci porta invece dentro un percorso di riscoperta delle origini, un richiamo profondo alla terra come madre terra, custode delle identità dimenticate. È un’introspezione travestita da avventura, un viaggio che intreccia storia, magia e consapevolezza personale. Con la sua solita capacità di creare atmosfere dense e person...

Ultima fermata: Musée d’Orsay

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Entrare al Musée d’Orsay è come varcare le porte di una stazione del tempo. La grande volta in ferro e vetro, l’orologio che domina la navata, la luce che filtra dall’alto: tutto racconta il passato di questo luogo nato come stazione ferroviaria alla fine dell’Ottocento. Oggi i treni non partono più, ma al loro posto scorrono altri viaggi — quelli della pittura, della luce e dello sguardo. Trasformata in museo negli anni Ottanta, la vecchia Gare d’Orsay è diventata la casa ideale per l’arte dell’Ottocento: troppo “moderna” per il Louvre, non abbastanza contemporanea per il Centre Pompidou. Qui, tra binari immaginari e pareti color ocra, si può seguire il percorso degli Impressionisti e dei loro eredi: da Monet a Renoir, da Degas a Van Gogh, da Gauguin a Cézanne. È un luogo che celebra una rivoluzione silenziosa, quella di chi ha portato la luce sulla tela e ha cambiato per sempre il modo di guardare il mondo. Eppure, la mia visita al Musée d’Orsay mi ha lasciato un’impressione contrast...

“Il sussurro del silenzio” di Luisa Golo

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C’è un silenzio che non è assenza di suono, ma spazio d’ascolto. Il sussurro del silenzio, romanzo di Luisa Golo, gioca proprio su questa soglia fragile tra quiete e parola, tra il non detto e ciò che si rivela nel tempo. L’autrice ci conduce in un mondo sospeso tra storia e leggenda, dove le antiche stirpi dei Whitebreed e delle Figlie delle Nebbie custodiscono segreti e poteri che affondano in un passato remoto. Luisa Golo intreccia mitologia e introspezione, ponendo al centro una figura femminile forte ma vulnerabile, in cerca di equilibrio tra potere e compassione. Il ritmo narrativo del romanzo alterna momenti d’azione a lunghe descrizioni, quasi contemplative, che restituiscono la sensazione di trovarsi in un mondo antico e misterioso. È una scrittura che richiede attenzione e tempo, ma sa ripagare chi si lascia trasportare dal suo respiro poetico. Il sussurro del silenzio non è un fantasy “classico” fatto di magie e battaglie continue, ma un racconto intimo e simbolico, che unis...

Volare nel tempo: il Museo dell’Aria e dello Spazio di Parigi-Le Bourget

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  “Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno ritrovare la propria.”  Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe Dopo aver camminato tra i musei, i giardini e i quartieri che raccontano l’anima creativa di Parigi, c’è un luogo che invita a guardare più in alto. Non verso la città, ma verso il cielo. Il Musée de l’Air et de l’Espace du Bourget è uno di quei posti che riescono a unire storia, meraviglia e immaginazione. Qui, poco fuori Parigi, i sogni imparano a volare. Ospitato in uno dei più antichi aeroporti del mondo, il museo è un racconto sul desiderio umano di superare i confini. Camminare tra i suoi padiglioni è come sfogliare un grande romanzo visivo, dove la fantasia del volo si trasforma lentamente in realtà, e poi in conquista dello spazio. Tutto comincia con l’immaginazione. Le prime sale sono dedicate ai pionieri e agli inventori, a Leonardo da Vinci e alle macchine impossibili, ai sogni sospesi tra la scienza e la poesia.  Si per...