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Oggetti di viaggio | La valigia

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C'è un momento, prima di ogni viaggio in aereo, in cui la valigia smette di essere una valigia e diventa un problema matematico. La riempi con attenzione, cercando di farci stare tutto quello che pensi possa servirti. Qualche vestito in più, perché non si sa mai. Le scarpe. Il beauty-case. Il libro che leggerai sicuramente durante il viaggio. E magari quella giacca che, a guardarla nell'armadio, sembra indispensabile. Poi arriva il momento della verità. La valigia va pesata. E ripesata. Perché quei due etti in più possono fare la differenza tra un tranquillo passaggio al check-in e il momento in cui sei costretto ad aprire la valigia davanti a tutti, cercando disperatamente qualcosa da trasferire nel bagaglio a mano. A quel punto comincia il gioco degli incastri. Togli una maglietta. La pesi. Troppo. Togli un paio di scarpe. Ripesi. Finalmente il peso è quello giusto. Richiudi la valigia e ti siedi sopra, perché nel frattempo la cerniera ha deciso di non collaborare. E pensare ...

Oggetti di viaggio: storie da mettere in valigia

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Ogni viaggio lascia qualcosa dietro di sé. A volte sono fotografie, altre volte biglietti dimenticati in fondo a una borsa, cartoline conservate tra le pagine di un libro, mappe piegate e riaperte così tante volte da sembrare parte del paesaggio che raccontano. Ci abituiamo a considerarli oggetti comuni. Eppure ognuno di loro custodisce una storia. La valigia ha accompagnato generazioni di viaggiatori prima di noi. La cartolina ha portato notizie da luoghi lontani quando una telefonata era un lusso. Il taccuino ha raccolto impressioni, schizzi e ricordi destinati a diventare memoria. Da tempo mi accorgo che nei miei viaggi porto sempre con me qualcosa che va oltre la destinazione. Un libro infilato nello zaino, un biglietto conservato per ricordo, una guida piena di annotazioni, una fotografia stampata anni dopo il ritorno. Sono piccoli compagni di strada che spesso passano inosservati. Eppure raccontano il nostro modo di viaggiare quasi quanto i luoghi che visitiamo. Per questo nasce ...

I convitati di pietra di Michele Mari: quando una scommessa diventa un modo per restare insieme

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Ci sono libri che cominci a leggere e dopo poche pagine ti ritrovi a pensare: ma questi sono completamente pazzi? È più o meno quello che è successo a me con I convitati di pietra di Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026. Perché la storia che Mari racconta è, almeno all'inizio, decisamente assurda. Ci sono alcuni ex compagni di scuola che, ormai adulti, hanno una consuetudine piuttosto particolare: ogni anno si ritrovano a cena. Non per una rimpatriata nostalgica, non per raccontarsi delle rispettive vite e nemmeno per ricordare i bei tempi della scuola. La loro cena serve a fare il punto. A contare chi è morto, chi si è ammalato, chi ha avuto un infarto, chi ha collezionato un nuovo acciacco. A verificare, insomma, chi è ancora in gioco. Perché anni prima hanno fatto una scommessa: ognuno versa una quota e il fondo comune cresce nel tempo. La posta è legata alla sopravvivenza: quando alla fine rimarranno soltanto tre di loro, saranno proprio quei tre a dividersi il premio...

Gialli d'Europa: oltre l'ultima pagina

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Quando ho iniziato Gialli d'Europa avevo un'idea molto semplice: scegliere dieci romanzi gialli, uno per ciascuno dei Paesi dell'Unione Europea, e lasciarmi guidare dalle loro pagine alla scoperta di luoghi, atmosfere e culture diverse, seguendo un unico filo conduttore: la ricerca della verità. Ogni lettura è stata un modo diverso di tornare in luoghi che avevo già conosciuto e di scoprirne altri dove non ero mai stata. È questo che amo dei gialli ambientati in luoghi reali: non sono soltanto storie da risolvere. Sono viaggi. A volte più lenti, più silenziosi e forse persino più profondi di quelli fatti con una valigia. Con Budapest Noir si conclude questa rubrica. Dieci libri, dieci Paesi e tanti chilometri percorsi tra realtà e finzione. Ma non è un addio ai libri. Anzi. Continueranno a trovare spazio qui, perché leggere resta uno dei modi più belli per esplorare il mondo. Cambieranno forse il formato e le prospettive, ma la curiosità sarà la stessa che mi ha accompagn...