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I fili si riconoscono dopo

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Ci sono incontri che, sul momento, sembrano capitare e basta. Episodi isolati, anche belli, ma senza un disegno evidente. Si raccolgono come foglie in tasca e si dimenticano lì, in attesa. Poi passa il tempo. E succede qualcosa di curioso: non sono gli eventi a cambiare, ma lo sguardo. È come se la distanza permettesse ai fili di distendersi e mostrarsi per quello che sono sempre stati: parti di un tessuto più grande. I tanti artisti e artigiani che ho incontrato in questi ultimi dieci anni non sono stati solo incontri, ma una ragnatela che piano piano si è formata e consolidata. Inizialmente non li vedevo come nodi, ma come incontri. La differenza tra le due cose l’ho capita solo dopo: insieme alle persone ho conosciuto e raccontato storie, esperienze, gesti artistici che oggi riconosco come parte di un disegno più ampio. Solo guardando indietro ho capito che non stavo attraversando episodi separati, ma intrecciando, senza accorgermene, una trama. E questo l’ho capito solo con l’inizi...

Perché scelgo un appartamento invece di un hotel quando viaggio

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C’è una parte del viaggio che non riguarda i luoghi che visito, ma il modo in cui li vivo, anche solo per pochi giorni. Finora vi ho raccontato di viaggi, di luoghi, di arte. Vi ho portato tra strade, musei, panorami e piccoli angoli scoperti per caso, ma c’è una parte del viaggio di cui non vi ho mai parlato davvero: dove alloggio quando sono in viaggio. Abbiamo cominciato ad alloggiare in appartamento quando mio figlio era piccolo, per una ragione molto semplice: era più comodo. Potevamo seguire i nostri ritmi, cucinare i nostri pasti, avere spazio per giocare e per riposarci senza doverci adattare agli orari e agli spazi di un albergo. All’inizio è stata una scelta pratica, quasi obbligata, poi, con il passare degli anni, qualcosa è cambiato. Quella che era nata come una soluzione comoda è diventata, poco alla volta, un vero e proprio stile di viaggio. Perché il modo in cui scegliamo di stare in un luogo cambia completamente il modo in cui lo viviamo. Non è solo una questione di com...

Recensione – L’ultimo segreto di Dan Brown

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L’ultimo segreto è un enigma affascinante ambientato nella suggestiva Praga , città che diventa quasi un organismo vivo, fatto di storia, simboli e ombre che si rincorrono tra le sue strade. La storia ruota attorno a un intreccio che unisce scienza, coscienza e mistero, con particolare attenzione alla noetica, allo studio della mente e del potere dei pensieri sulla realtà. Al centro del romanzo si apre una riflessione profonda su memoria, emozioni e sulla possibilità — tanto inquietante quanto affascinante — che esista qualcosa oltre la morte. Come spesso accade nei romanzi di Dan Brown, la trama si sviluppa come una corsa tra enigmi, simboli e rivelazioni progressive, dove ogni scoperta apre nuove domande più che dare risposte definitive. È un libro che mi è piaciuto molto per l’idea di fondo e per l’atmosfera sospesa tra razionale e misterico. Tuttavia, a tratti ho trovato la componente scientifica estremamente presente: le spiegazioni si fanno dense, quasi didattiche, e questo r...

Recensione: Ti amo solo di notte di Vivian Edwards

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Ci sono libri che non entrano in punta di piedi, ma come una luce accesa troppo tardi in una stanza già piena di pensieri. Ti amo solo di notte appartiene a questa categoria: una storia che non si offre subito, ma che si rivela nelle ore in cui tutto si fa più fragile, più sincero, più esposto. Il romanzo si muove su due piani che si rincorrono lungo tutto il romanzo: ciò che gli altri vedono di noi e ciò che vorremmo essere. I protagonisti vivono costantemente dentro questo scarto, sospesi tra immagine e desiderio, tra identità costruita e identità sognata. Non c’è una traiettoria lineare né un approdo definito. La narrazione procede per avvicinamenti e distanze, per momenti in cui sembra possibile una verità condivisa e altri in cui tutto torna a sfuggire. Al centro della storia si intrecciano alcune tensioni fondamentali. Da una parte la distanza tra l’immagine che offriamo e quella che gli altri ricevono, dall’altra il desiderio di diventare qualcosa di diverso da ciò che siamo. A...