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L'orologiaio di Brest. Quando un’indagine diventa una ricerca di sé

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Ci sono libri che, una volta arrivati all’ultima pagina, ti lasciano una domanda. E poi ci sono quelli che ti fanno chiudere l’ultima pagina e cercare immediatamente il seguito. L’orologiaio di Brest è uno di questi. Tutto parte da una domanda: perché un uomo che fa l’autista a un magistrato muore nell’esplosione di un ordigno in una cava? Per capire cosa è successo, bisogna tornare indietro nel tempo. Vera, la figlia dell’autista morto, vuole capire quale sia la verità sulla morte del padre e per questo coinvolge Andrea Malchiodi, figlio dell’uomo che ha creato il meccanismo di innesto della bomba, cresciuto solo con la madre e all’oscuro della vera identità del padre. I due protagonisti scoprono di essere legati da un mistero oscuro che risale a quattro decenni prima e che coinvolge violenza politica, colpa e rimpianti. E poi c’è un personaggio enigmatico, noto come “l’uomo degli ingranaggi”: un esperto di armi ed esplosivi, custode di segreti inconfessabili. Ma la cosa che mi è pia...

Kunsthistorisches Museum: un museo da vivere con tutti i sensi

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  Al Kunsthistorisches Museum di Vienna c'è chi fa la fila per entrare nel caffè e chi aspetta il proprio turno per farsi fotografare sullo scalone monumentale. Tutto molto bello, per carità. Ma la vera meraviglia del museo è da un'altra parte. Qui lo sguardo viaggia attraverso secoli, culture e tecniche artistiche diverse. Non voglio fare la guida turistica, né l'insegnante di storia dell'arte. Voglio proporvi un gioco: raccontarvi questo museo attraverso i cinque sensi. La vista: un viaggio attraverso i secoli In un museo la vista è il senso più sollecitato. Al Kunsthistorisches Museum, poi, gli occhi hanno davvero molto da fare. Noi abbiamo cominciato dagli Egizi, che hanno sempre il loro fascino. Sarcofagi e mummie attirano inevitabilmente l'attenzione, ma a colpirmi di più sono state le colonne. Enormi colonne egizie in granito rosa, arrivate a Vienna come dono all'imperatore Francesco Giuseppe nel 1869, in occasione dell'apertura del Canale di Suez. Og...

Nero come il mare di Charlotte McConaghy: il peso delle scelte e dei legami

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Ci sono libri che leggi con calma, lasciando che la storia faccia il suo percorso. E poi ci sono quelli che, una volta cominciati, fai fatica a mettere giù. Nero come il mare di Charlotte McConaghy per me è stato uno di questi. L'ho letto in tre giorni. A conquistarmi per prima è stata l'ambientazione. Un'isola sperduta, quasi completamente abitata dalla famiglia che vive nel faro. E su quell'isola c'è qualcosa di prezioso: una banca di semi provenienti da tutto il mondo, raccolti e custoditi perché possano servire a garantire la sopravvivenza dell'umanità davanti a una possibile catastrofe. Solo che la catastrofe non è più un'ipotesi. Il cambiamento climatico sta modificando il mondo e l'isola stessa, minacciata dallo scioglimento dei ghiacci e dall'innalzamento del mare. I semi devono essere selezionati e trasferiti altrove. Sarebbe già una storia abbastanza potente così. Ma questa, in realtà, è soltanto la cornice. La vera storia è quella dei pers...

Oggetti di viaggio | Il taccuino

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  Quando si pensa al taccuino di viaggio, la prima immagine che viene in mente non è necessariamente quella del turista seduto al tavolino di un caffè a scrivere le proprie impressioni. È facile pensare, piuttosto, agli esploratori. A quelli che partivano per terre lontanissime con una matita, qualche foglio di carta e la curiosità di scoprire che cosa ci fosse dall'altra parte del mondo. Nei loro taccuini finivano piante mai viste prima, animali sconosciuti, paesaggi, mappe, appunti, misure, osservazioni. Prima che la fotografia rendesse possibile fermare un'immagine con un clic, bisognava guardare e poi provare a raccontare quello che si era visto. E il disegno aveva un ruolo fondamentale. Disegnare una pianta significava osservarne le foglie, i fiori, i frutti, la forma. Disegnare un animale significava fermarsi sui particolari. Scrivere accanto al disegno significava aggiungere tutto quello che l'immagine non poteva raccontare. I vecchi taccuini di campo sono diventati ...